SIRIA: I CONFLITTI NEL PASSATO E PRESENTE

PALMIRA - ARCO MONUMENTALECosa sta succedendo in Siria oggi? La guerra siriana si presenta come un conflitto che sembra essere sempre più fuori controllo ogni giorno che passa. In cinque anni di guerra i fronti contrapposti sono cambiati: prima lo scontro era tra i ribelli e il regime di Bashar Al-Assad, poi abbiamo assistito all’avanzata dei Jihadisti dello Stato Islamico. I morti si contano in centinaia di migliaia, anche tra i civili.

Dal nostro paese ci si accorge, quasi unicamente, dei numerosi profughi che arrivano sulle coste italiane o greche e che poi si riversano nelle città per raggiungere l’Europa del Nord. Ma non tutti sanno o ancora hanno capito perché fuggano dalla loro terra, o quali forze in gioco si stiano contendendo questa porzione di globo chiamata “Siria”.
Nessuno uomo, quando la guerra in Siria scoppiò il 15 marzo 2011, avrebbe mai potuto idealizzare che circa cinque anni dopo il conflitto sarebbe stato ancora in corso e più vivo che mai, con conseguenze devastanti per la regione e smisurate sofferenze.

IL TERRITORIO

Confini: Turchia a NORD Libano e Israele a OVEST Giordania a SUD Iraq ad EST Mar Mediterraneo ad OVEST

Forma di governo: Repubblica presidenziale. Superficie: 185.180 Km². Popolazione: 17.921.000 ab. (censimento 2004)18.564.000 ab. (stime 2016). Densità: 100 ab/Km². Capitale: Damasco (1.710.000 ab., 2.605.000 aggl. urbano). Moneta: Lira siriana. Indice di sviluppo umano: 0,594 (134° posto). Lingua: Arabo. Speranza di vita: M 64 anni, F 77 anni.
L’INIZIO DI TUTTO:

In principio ci furono mesi e mesi di manifestazioni relativamente pacifiche in cui si chiedevano le dimissioni del presidente Bashar al-Assad. Tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 l’attrito cominciò ad aumentare e lo scoppio della guerra tra i militari del regime di Damasco ed i dissidenti impegnati nelle manifestazioni fu inevitabile. Questi ultimi desideravano la fine del regime, ma la famiglia Assad – al potere da circa mezzo secolo – si mostrava contraria, e il presidente cominciò a reagire duramente. I vicini di casa, rivali ed interessati al conflitto, decisero di prender parte alla guerra appena iniziata. Da una parte si venne a creare l’asse russo-iraniano a sostegno del governo di Damasco, dall’altra un fronte variegato composto da Qatar, Arabia Saudita e Turchia a sostegno di diversi gruppi delle opposizioni armate. I terroristi dell’Isis decisero di entrare nel teatro di guerra dal 2013, modificandone totalmente gli assetti.

Oggi possiamo affermare che si combattano in Siria almeno tre guerre ”differenti”: una tra lo Stato Islamico ed i suoi nemici; un’altra tra opposizioni siriane e regime di Damasco ed infine un’ulteriore tra Turchia e forze curde anti-Isis nel nord.

GUERRA IN SIRIA, CHI SOSTIENE CHI?

Il Paese da quasi sei anni è devastato dai bombardamenti e dalla guerra civile, ma chi appoggia chi? Inizialmente in Siria sembrava esserci una netta contrapposizione tra i ribelli anti-Assad (sostenuti dai paesi occidentali, Israele, dai Paesi del Golfo Persico e dagli Stati Uniti) e il Presidente Siriano, che godeva del supporto delle milizie libanesi Hezbollah (sciite come il Presidente siriano) e di diversi Stati asiatici e mediorientali, tra cui la Russia, la Cina e l’Iran. Attualmente però i principali gruppi ribelli sono associati con Al-Qaeda o con altre milizie estremiste identificate con lo Stato Islamico (DAESH). Meritano una menzione a parte i curdi siriani, alleati degli USA e nemici della Turchia che quest’ultima bombarda nell’indifferenza generale.

LE FORZE IMPEGNATE NEI COMBATTIMENTI:

ESERCITO REGOLARE SIRIANO

Truppe delle forze armate del governo siriano, fedeli ad Assad. I lealisti siriani sono alleati con la Russia, gli Hezbollah, l’Iran, la Cina, il Venezuela e l’Iraq.

Contro chi combatte: ISIS, Free Syrian Army, curdi siriani, Jabhat Fatah Al-Sham, Turcomanni. Contrapposto a (ma non in guerra con): USA, Turchia, Israele, Giordania, Arabia Saudita.

AL NUSRA

Jabhat Fatah Al-Sham o Al Nusra, è l’Al Qaeda siriana. I suoi alleati sono Arabia Saudita, i Paesi del Golfo, Free Syrian Army contro il governo di Assad. Contro chi combatte: Hezbollah, lealisti siriani, Russia, Iran. Contrapposto a (ma non in guerra con): USA, Giordania, Israele, Iraq.

RIBELLI DEL FREE SYRIAN ARMY

La Free Syrian Army raccoglie quasi tutte le organizzazioni ribelli ma nel tempo ha perso dimensione e potere rispetto ai combattenti islamisti. Alleata di USA e Francia, è in conflitto – seppur non dichiarato – con Jabhat Fatah Al-Sham e i curdi siriani. Contro chi combatte: Isis, Hezbollah, lealisti siriani, Russia, Iran.

ISIS

Lo Stato Islamico controlla parte della Siria e dell’Iraq ed è finanziato tra dai ricchi sceicchi petrolieri degli Stati del Golfo. Contro chi combatte: Giordania, lealisti siriani, curdi siriani, Turchia e Arabia Saudita, USA, Russia, Francia, Iraq, Iran.

IRAN

E’ la Repubblica Islamica a maggioranza sciita, sostiene Assad dall’inizio della guerra. I suoi alleati sono i lealisti siriani, gli Hezbollah e la Russia. Contro chi combatte: Free Syrian Army, ISIS, Jabhat Fatah Al-Sham.

IRAQ

In Iraq lo Stato Islamico è molto forte ma i suoi militari spingono l’offensiva anti-ISIS da Oriente grazie all’alleanza con USA, Francia, lealisti siriani, Russia, Giordania e Peshmerga.

CURDI – YPG, YPJ

I curdi siriani (comprese le donne della brigata femminile) controllano il Kurdistan siriano (o Rojava) mirando all’indipendenza, sostenuti da Stati Uniti e Pkk. Anche l’Italia ha inviato loro supporto militare, ma sono in aperta ostilità con la Turchia che li vorrebbe eliminare. Contro chi combattono: ISIS.

PESHMERGA

Sono le forze armate del Kurdistan iracheno, alleati con Iraq, USA, Francia, YPG. Contro chi combattono: ISIS.

TURCOMANNI

Sono ribelli finanziati dalla Turchia e alleati del Free Syrian Army, in aperta contrapposizione a Russia, Hezbollah, Iran, lealisti siriani.

RUSSI

L’esercito russo si è schierato dapprima con le truppe lealiste siriane, appoggiato da Cina e Iran. Poi ha dichiarato guerra al Free Syrian Army, agli stessi lealisti, ai turcomanni e all’ISIS.

FRANCIA

La Francia combatte l’ISIS ed è alleata di USA, Giordania, Iraq e dei Peshmerga.

USA

Dopo aver sostenuto i moderati del Free Syrian Army senza esiti, ha deciso di attaccare l’Isis lottando insieme ai suoi alleati (Francia, Giordania, Iraq, Israele, Free Syrian Army, YPG, Peshmerga). Gli Stati Uniti restano ostili verso la Russia, i lealisti siriani, Jabhat Fatah Al-Sham e Iran.

ISRAELE

In seguito ad un lancio di missili dal territorio siriano alle alture del Golan, ha effettuato dei raid contro le postazioni siriane. E’ alleato con USA e Francia. Ostili ma non in conflitto: lealisti siriani, Hezbollah.

TURCHIA

Erdogan nel conflitto siriano ha dapprima appoggiato i ribelli Jihadisti, per poi sospendere gli aiuti e ricucire i rapporti con il presidente siriano Bashar Al-Assad e soprattutto con la Russia, schierandosi contro l’ISIS.

IL FALLIMENTO DELLE TREGUE

Nel corso degli anni molti Paesi coinvolti a vario titolo nel conflitto hanno siglato accordi per il “cessate il fuoco”, che però hanno avuto davvero vita breve, soprattutto perché nessun attore ha mai potuto dare vere garanzie sul rispetto delle condizioni dell’accordo (e primi fra tutti i non presenti componenti di gruppi Jihadisti). Il presidente siriano Assad aveva chiarito di voler proseguire la lotta ”al terrorismo”, così come la Russia ha specificato di non voler interrompere le azioni contro i ”terroristi”, con i quali – in pratica – si intende la maggior parte delle attività delle opposizioni, quindi anche dei curdi alleati con gli Stati Uniti contro lo Stato Islamico. L’Arabia Saudita (contro Assad), ad esempio, ha detto di essere pronta a inviare soldati di terra in Siria sostenendo che sarà più facile sconfiggere lo Stato Islamico una volta destituito il presidente siriano. La Turchia non aspetta altro. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato pieno appoggio alla causa, mostrando che questa guerra sta prendendo sempre più i contorni di un conflitto regionale nel quale tutti gli attori sono in prima linea per salvaguardare gli interessi nazionali, che in questo caso possono riassumersi in giacimenti di petrolio.

L’ultima tregua approvata dal governo siriano è entrata in vigore alla mezzanotte del 29 Dicembre 2016.

I NUMERI DELLA CRISI UMANITARIA

Secondo l’Onu, in Siria assistiamo alla più drammatica crisi umanitaria dalla seconda guerra mondiale. Quasi cinque milioni di Siriani sono profughi all’estero, mentre sei milioni e mezzo sono sfollati in varie regioni della Siria. 13 milioni e mezzo di Siriani, sempre secondo l’Onu, hanno “estremo bisogno di assistenza umanitaria”, si contano sei milioni di minori, tra bambini e adolescenti. Ci sono poi cinque milioni e mezzo di Siriani che si trovano in “zone che non possono essere raggiunte” dai soccorsi umanitari, tra cui 600mila civili intrappolati e spesso costretti alla fame e all’inedia in zone e cittadine sotto assedio. Quattro siriani su cinque vivono oggi in povertà.

LA TESTIMONIANZA DEI MEDICI SENZA FRONTIERE

Riportiamo qui di seguito una lettera scritta dal Dr. Hussein, medico e pediatra Siriano che gestisce con coraggio un ospedale situato ad Aleppo Est.

“Fornivamo molti servizi in questo ospedale- chirurgia, pediatria, terapia intensiva, medicina interna. Ma i bombardamenti degli ultimi mesi ad Aleppo Est ci hanno obbligati a concentrarci sull’aumento dei feriti di guerra, che sono diventati quasi l’80% del nostro lavoro nelle ultime settimane.

Prima dell’assedio, gli ospedali ricevevano tra gli 8.000 e I 10.000 pazienti al mese; questo numero si è dimezzato dall’inizio di Luglio. Non solo, ma gran parte dei pazienti ha subito ferite di guerra, con un aumento dei casi gravi urgenti pediatrici e internistici. Uno dei problemi principali che riscontriamo negli ospedali è quello del sovraffollamento delle terapie intensive. Alcuni pazienti sono costretti a restare in sala operatoria perché non c’è posto nella terapia intensiva. Ventilatori e depuratori di ossigeno sono spessi rotti a causa di sovraccarichi. L’altro giorno due pazienti sono morti perché il depuratore di ossigeno non funzionava correttamente. L’ospedale è stato danneggiato tre volte da bombardamenti. L’incidente più grave è avvenuto a metà luglio e siamo stati costretti a chiudere l’ospedale per dieci giorni. La maggior parte dei reparti è rimasta coinvolta e abbiamo lavorato duramente per riparare ciò

che potevamo. Poi il 3 agosto, e ancora il 6, bombardamenti intorno all’ospedale hanno nuovamente danneggiato la struttura.

L’ospedale è attualmente funzionante ma è in grado di curare solo i casi più gravi e urgenti. Le persone hanno paura di andare negli ospedali. Li vedono come potenziali bersagli. Vengono noi solo in caso di assolute emergenze. Gli staff medici ad Aleppo Est stanno soffrendo. Considerato il grande numero di pazienti, ogni dottore lavora il doppio. Vedono tantissime persone ferite ogni giorno. Hanno a che fare, come il resto della popolazione, con la scarsità di cibo, di carburante e di molti beni di prima necessità. I pochi ospedali rimasti nella città sono vitali per la sopravvivenza delle persone. Speriamo davvero che gli staff medici possano tornare in città e che vengano permessi i rifornimenti di cibo e medicinali”.

Attualmente, dal momento che l’ultima strada che porta ad Aleppo Est è stata interrotta a Luglio, il dottor Hussein non può più assicurare cure alla popolazione. Spera tuttora di tornare il prima possibile al suo ospedale per continuare il suo incessante lavoro.

FONTI:

http://www.pronews.it/2014/08/27/creativita-bombe-larte-siriana-che-sfida-il-conflitto/ http://www.medicisenzafrontiere.it/cosa-facciamo/paesi/siria

http://www.ptb.be/weekblad/artikel/syrie-les-origines-du-conflit-du-progres-social-a-la-guerre-civile.html http://www.resistenze.org/sito/te/po/si/posici18-011558.htm http://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2016/08/23/siria-guerra-mondo http://www.limesonline.com/tag/siria http://www.treccani.it/enciclopedia/siria/ http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/blog/%E2%80%9Cle-persone-hanno-paura-di-andare-all%E2%80%99ospedale%E2%80%9D http://islametro.altervista.org/ http://www.carteggiletterari.it/2016/12/19/cosa-e-successo-ad-aleppo/ http://www.terzaguerramondiale.net/cosa-sta-succedendo-in-siria-il-quadro-generale/

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